Buongiorno, cari amici del Taccuino di Grazia!
Amo molto la lettura e di recente ho acquistato una nuova versione del classico senza tempo di Jules Verne “Dalla Terra alla Luna“, della De Agostini. Rileggendo questo volume, la mia mente non ha potuto fare a meno di effettuare un collegamento con l’attuale missione spaziale chiamata Artemis 2, per cui ho deciso di scrivere questo post in tema.
Il sogno umano di raggiungere la Luna
L’uomo, sin dai tempi più remoti, ha coltivato dentro di sé il desiderio di raggiungere la luna, il nostro satellite. E’ un archetipo antichissimo: l’astro d’argento è stato sempre considerato dagli esseri umani come un vero e proprio simbolo di mistero, romanticismo e anche una importantissima sfida scientifica.
Lo scrittore Jules Verne è stato un genio visionario
Il romanzo Dalla Terra alla Luna di Verne è datato 1865 e attraverso di esso lo scrittore è stato un vero e proprio anticipatore delle più moderne tecnologie. Siamo nel pieno della rivoluzione industriale e il suo approccio è un misto tra geniale fantasia e un preciso rigore scientifico, considerata l’epoca in cui è stato scritto il racconto.
Un accenno alla nota trama del romanzo
In tempo di pace, il prestigioso quanto esclusivo Gun Club, votato alla nobile arte dell’ingegneria e della balistica, deve trovare una nuova impresa degna della sua fama. Impey Barbicane vuole tentare l’impossibile: raggiungere la Luna con il proiettile più grande mai realizzato prima d’ora. L’impresa ha inizio. Tre uomini, due americani e un francese, stanno per andare incontro all’ignoto per osservare da vicino e per primi il satellite. Ce la faranno o saranno condannati per sempre a fluttuare nello spazio?
Il viaggio immaginato da Verne ha paradossalmente molte “similitudini” con la realtà del programma Artemis. Verne non conosceva ancora la tecnologia spaziale moderna, ma anticipa tantissime logiche ingegneristiche attuali!
Nel suo immaginario, il lancio dell’ enorme cannone avvenne a Baltimora, in Florida (vi ricorda qualcosa di simile? ), con un equipaggio umano e in capsule chiuse (simili quindi concettualmente ai moduli spaziali). La sua geniale penna aveva già intuito i “problemi” attuali, che possiamo riassumere in concetti come l’accelerazione, l’isolamento, la traiettoria…
La fantasia ci aveva visto giusto
Nell’attuale missione Artemis 2, che illustrerò in breve tra poco, l’equipaggio umano viaggia in una capsula chiusa, partendo dalla Florida (Cape Canaveral), curiosamente vicino alle intuizioni di Verne, per un viaggio orbitale attorno alla Luna. Viaggio, come nel romanzo, di interesse mediatico globale.
Le differenze
Ovviamente oggi vengono utilizzati razzi e non cannoni per ovvi problemi di sopravvivenza all’accelerazione, la precisione scientifica è millimetrica, vi sono tecnologie di supporto vitale e le comunicazioni avvengono in tempo reale (a proposito, state seguendo la missione Artemis 2 in diretta sulla pagina Facebook della Nasa? Ve lo consiglio, è emozionante!).
La missione Artemis 2
Ma ora torniamo all’attualità: dopo oltre cinquant’anni dalle missioni Apollo, l’umanità torna davvero verso la Luna. Non con un allunaggio, ma con qualcosa di altrettanto simbolico: un viaggio attorno ad essa.
La missione Artemis 2 rappresenta infatti il primo volo umano oltre l’orbita terrestre dal 1972, ma anche il primo test con equipaggio del nuovo sistema lunare NASA e un passaggio fondamentale verso il ritorno stabile sulla Luna.
L’equipaggio è composto da quattro straordinari astronauti:
- Reid Wiseman (comandante)
- Victor Glover
- Christina Koch
- Jeremy Hansen
Oggi diremmo che questa missione segna svolte importanti anche umanamente, perché vede non solo la prima donna diretta verso la Luna, ma anche il primo astronauta nero in una missione lunare e il primo canadese in viaggio lunare: un viaggio non solo storico, bensì anche inclusivo! (Per approfondire, click qui, fonte Reuters).
Come funziona davvero il viaggio?
Come accennavo, Artemis 2 non usa un cannone, come immaginato da Verne, ma un sistema estremamente sofisticato, un razzo Space Launch System e una capsula, dove sono gli astronauti, quindi, chiamata Orion. Il viaggio dura circa 10 giorni e segue una traiettoria chiamata “free return trajectory”, ovvero una rotta che sfrutta la gravità della Luna per tornare sulla Terra senza bisogno di grandi correzioni.
Il momento chiave: il flyby lunare
In queste ore sta avvenendo il cuore della missione, ovvero il passaggio attorno alla Luna ad una distanza di circa 4.000–6.000 miglia dalla superficie, con una traiettoria attorno al lato nascosto del nostro satellite.
Durante questo passaggio gli astronauti vedono la faccia nascosta della Luna!
Si perdono temporaneamente i contatti con la Terra e si osservano zone mai viste direttamente dagli esseri umani. Il web è pieno di immagini che stanno arrivando in queste ore, sono tutte affascinanti: il consiglio rimane sempre quello di verificare la fonte, osservando direttamente gli scatti dai canali ufficiali Nasa.
Una missione “di prova” fondamentale
A differenza di quanto si potrebbe pensare, Artemis 2 non serve a “fare spettacolo”, ma a testare i sistemi di supporto vitale, la resistenza degli astronauti nello spazio profondo, le radiazioni oltre il campo magnetico terrestre, le manovre e i “controlli manuali” (minimi ma presenti) da effettuare. (Cliccare qui per approfondire la questione delle radiazioni solari)
È il vero ponte verso Artemis 3, che riporterà l’uomo sulla Luna.
Ovviamente lo spazio non è da intendersi solo come qualcosa di “romantico”, alla Verne, poiché ci sono tanti problemi da risolvere, anche quotidiani, come è avvenuto per lo smaltimento e la gestione dei rifiuti, la questione del totale isolamento degli astronauti, il blackout delle comunicazioni, il rischio delle radiazioni… la realtà è molto più complessa!
Ad ogni modo una delle cose più affascinanti in tutto questo, è che la Missione Artemis 2 getterà le basi non solo per il ritorno dell’uomo nello spazio profondo, ma anche per un possibile inizio di una presenza umana sostenibile sulla Luna e una preparazione per la “conquista” di Marte ( Cliccare qui per approfondire).
Dove Verne raccontava l’ignoto, la Nasa lo rende possibile!
Piccola curiosità per gli amanti del genere manga: sono diventate “virali” le immagini del peluche del gatto Artemis, uno dei magici protagonisti di Sailor Moon, al centro di controllo della missione Nasa. Ne è diventato la mascotte! Si è anche saputo che il responsabile delle comunicazioni di questa missione (che probabilmente ha piazzato il simpatico pupazzo Artemis lì), che vedete in foto, è un otaku, in particolare è un appassionato di questo manga, tanto da essere visto spesso portare collane di questa serie nipponica al collo, come nella foto qui sotto :)

…ed inoltre, durante il riposo programmato degli astronauti, al piccolo gattino viene anche messa una “mascherina” nera. Questa cosa, oltre che molto POP, la trovo assolutamente simpatica e geniale!!

Le foto della Luna e della Terra fotografate dagli astronauti le potete trovare, ovviamente, come dicevo, nei canali ufficiali Nasa e su tutte le testate giornalistiche ufficiali.
Concludo con le bellissime parole pronunciate da Victor Glover, che credo dovremmo tenere tutti a mente…e su cui spero vivamente tutti i potenti della Terra riflettano:
Credeteci, siete bellissimi, Da quassù siete tutti una cosa sola. Non importa da dove vieni o qual è il tuo aspetto. Siamo tutti un solo popolo.”
E voi? State seguendo questa missione spaziale? Vi affascina lo Spazio? Fatemi sapere, se volete, nei commenti!
Un carissimo saluto da Grazia e al prossimo post! ![]()












“Siamo tutti un solo popolo ” , questo non lo dovremmo dimenticare mai !! Basta guerre, cerchiamo di aiutarci gli uni con gli altri, invece !
Molto interessante il tuo post ! Ciao cara.
Hai ragione, cara Mirtillo, condivido pienamente il tuo auspicio…ti ringrazio molto dei complimenti e ti lascio un forte abbraccio ❤️
Ciao Grazia, un bellissimo post che ha molto da insegnare! Un abbraccio
Onorata carissima Carla Emilia, sei gentilissima, grazie davvero di cuore! Ti lascio un abbraccio forte e alla prossima ❤️
Ciao, che bello questo post. Davvero interessante e istruttivo. Molto bello anche il parallelismo fra Verne e la missione! Un abbraccio
Ciao carissima Daniela, grazie infinite, sono onorata delle tue parole e felice che il post sia di tuo gradimento ☺️ Un abbraccio e serena giornata, alla prossima!